3 secondi 7 decimi….

3 secondi e 7 decimi, l’ho cronometrato per sicurezza, questo è il tempo esatto che è servito per passare dal gelo artico al caldo tropicale

A dirla tutta ci sono delle opinioni diverse al riguardo, infatti i miei cari anziani del bar sotto casa, dicono che è stato immediato

Ma d’altronde il tempo a una certa età è molto relativo

E così tra una bestemmia e una scatarrata come Dio comanda, la diatriba è andata avanti per un po’

Si è poi aggiunto alla comitiva Oleg il barista strabico, che a suo dire sono passati circa 6 secondi, lo ha visto chiaramente con i suoi occhi, ma qualcosa mi dice che il suo calcolo è poco attendibile

Anche Adalgisa la cameriera, ha voluto dire la sua, ma è stata subito zittita da Ubaldo il capo degli anziani, detto anche “Bretella seduta”

La povera Adalgisa ha accusato il colpo, ma poi Oleg l’ha consolata con un rassicurante buffetto sulla guancia, a cui è seguita la seguente frase: “dai su Adalgisa non prendertela, sai come è fatto l’Ubaldo, prendi il mocio e vai a pulire i cessi che poi passa tutto”

Poi è arrivato Goffredo il panettiere, con il piglio sicuro di chi sa il fatto suo, ha ulteriormente buttato benzina sul fuoco: “Cosa volete saperne voi eh? Venite a lavorare da me in panetteria, li il caldo non muore mai, anzi!”

Insomma come al solito la discussione stava degenerando ahimè, ognuno diceva la sua, ognuno parlava in faccia all’altro, c’era chi minacciava ritorsioni pesanti, c’era chi inveiva contro tutto e tutti

Verso sera è arrivato Gunther Hubner, che di mestiere vende orologi, come tutti i giorni era passato al bar per gustarsi la sua amata Tassoni

Messo al corrente da Oleg di quello che stava succedendo, ha attirato a sé l’attenzione di tutti con un fragoroso rutto, poi una volta sicuro di avere tutti gli occhi su di sé disse queste memorabili parole:

“3 secondi 7 decimi e 23 centesimi, questo è il tempo esatto che ci è voluto per passare dal freddo impertinente al caldo bestiale, che nessuno si permetta di mettere in discussione la mia parola!”

Ci fu un attimo di silenzio, poi Ubaldo “bretella seduta” si è alzato in piedi ed ha cominciato ad applaudire il Goffredo, nel giro di poco tutto il bar gli stava tributando la giusta standing ovation

Per celebrare l’avvenimento fu fatta fare una targa di legno con inciso sopra “3 secondi 7 decimi 23 centesimi Goffredo l’orologiaio”, fu esposta sopra al bancone del bar

In memoria di una giornata che verra ricordata e decantata alle generazioni future, come una di quelle storie a lieto fine che si legge nei libri.

Percepire

Un violino che suona

Una musica che ti cattura

Ti prende per mano

E ti porta via con sé

Si libera in volo come un aquila

Veleggia in terre selvaggie

Sopra un cielo azzurro

Gioca con le nuvole

E poi su sempre più in alto

Sempre più musica

Sempre più libera

Una virtuosa sensazione di infinito

Senza catene

Senza l’assillo della mente

Un emozione di note

Un caleidoscopio di colori

Un estasi di energia

Tutto racchiuso

In un assolo di violino

Che ti prende per mano

Ti porta a viaggiare

In cerca di un luogo

Senza eguali

In cui puoi percepire

L’essenza senza conflitti

Della vibrazione universale.

Fluire

È quando tutto scorre

E tu sei li inebetito dal suo fluire

E ti senti in pace

Tutto è rallentato

Ma il tuo cuore è in estasi

Si è così

Vuole farti partecipare

Alla magia del fiume

Dell’acqua che scorre

Limpida, trasparente

Che si rinnova in continuazione

È lei stessa in estasi

Perché tu hai deciso

Di fermarti

Di osservare il suo sinuoso movimento

E per un attimo

Un istante infinito

Il tempo collassa

Si blocca

E li in uno stato sospeso

Tu e l’acqua vi mescolate

Diventate uguale sostanza

Diventata un’unica essenza

Diventate il gioioso

Fluire della vita

Sempre in movimento

In un rinnovamento

Che ha in sé

La forza dirompente

Dell’eternità.

Cara umanità

Chiedo scusa a questa platea di grandi signori, ma io proprio non capisco questo vostro continuo saltare da una parte all’altra della barricata

La mia non è supponenza, voglio solo comprendere, osservare perché…..

Siete come scimmie ammaestrate, ed appena notate una nocciolina, piegate per bene le ginocchia, vi lanciate e vi gustate la vostra ricompensa

Che poi cari miei, è giusto dire che le scimmie rispetto a voi hanno una sensibilità fuori dal comune

Ma per voi invece di che si tratta questo modo altalenante di servive il padrone?

Perché credetemi alla fine è questa la ragione, siete l’attrazione (a dire il vero poco edificante) di questo circo infinito che è la vita

Sempre pronti a dire “si signore” senza conoscerne il vero significato

In fondo l’ho detto prima, siete come scimmie ammaestrate, anzi no ora ho capito dove sta l’errore

Le scimmie non c’entrano in tutto questo, era solo per fare l’esempio, anzi ho come la sensazione che vi prendano per il culo, forse hanno imparato questo gesto da voi!

Siete solo umani ammaestrati che per troppa pigrizia lasciate fare a chi vi dice “stai tranquillo ci penso io a te, andrà tutto bene”

In pace

S: “Ecco vedi è successo di nuovo!”

G: “Cosa è successo?”

S: “Ma guarda non saprei nemmeno da che parte iniziare”

G: “Vabbè dai inizia da dove vuoi, basta che ti spieghi, perché mi hai incuriosito”

S: “Ok, allora questa mattina ero a casa, mi sono preso mezza giornata di libero, decido di uscire, fare due passi, mi preparo per bene ed esco

Arrivo in centro, c’è del gran movimento, la bella giornata di sole aiuta sai, ci sono anche delle bancarelle, ma non ci faccio caso più di tanto

Passo le bancarelle, giro a sinistra e cammino, sono sicuro di me, mani in tasca, musica sparata nelle orecchie dagli auricolari e sguardo perso nel vuoto (tanto non lo nota nessuno, ho gli occhiali da sole)

Arrivo all’altezza del lungolago e mi fermo ad ammirare il paesaggio, vedo una panchina vuota e mi ci siedo

Ed è lì che mi perdo, è lì che mi sale la malinconia, guardo il lago, l’acqua che dolcemente sbatte contro la banchina, le montagne e il cielo azzurro

Succede tutte le volte! E dopo questo spettacolo, chi ci riesce a tornare a casa, mangiare e ritornare alla routine di tutti i giorni?”

G: “Eh ti comprendo benissimo sai, mi succede la stessa cosa quando vado per boschi, quando mi immergo nella natura, non vorrei più riemergere da lì!”

S: “Ecco sono contento che c’è qualcuno che mi comprende, io la chiamo, stare in pace con se stessi e tutto il mondo circostante”

G: “Si esatto, è proprio così che si dice amico mio, anzi sai che ti dico? Mi hai fatto venire voglio di una bella camminata nei boschi

Vado a stare in pace con me stesso e con tutto il mondo

A presto S.”

Pièce teatrale

Ciò che conta e’ credere in se stessi e nelle proprie vibrazioni, e cosa sono le nostre vibrazioni? Sono le nostre sensazioni, le intuzioni, le percezioni, sono ciò che sentiamo arrivare da dentro di noi, questo e’ quello a cui dovremmo dare ascolto, tutto il resto sono programmi mentali che ognuno di noi ha come percezione ed illusione di questa realtà, come un attore di teatro che ogni giorno cambia la sua maschera ed interpreta un suo ruolo, e la paura è la maschera che la stragrande maggioranza delle persone indossa

Fino a quando arriva un momento in cui ognuno di noi fa’ il punto della situazione da dentro di sè e va a combattere tutte quelle paure anche le piu’ recondite, perché è la paura il blocco più grande da superare, ma solo affrontando e vincendo le nostre paure si eleva la nostra vibrazione, si diventa più consapevoli di noi stessi e del nostro potere, è questa è la soddisfazione più grande a cui ognuno di noi dovrebbe ambire.

L’eternità

Ok stai calmo rilassati

Chiudi gli occhi e fai dei respiri profondi

Butta fuori all’esterno le tossine del tuo vissuto

Libera il tuo corpo, la tua anima, il tuo spirito

Respira… Respira… Respira…

Ora immagina di avere tra le mani un panno bianco, con cui vuoi pulire lo sporco che si è depositato sulla finestra della tua camera

Inizi a pulire, ad ogni passata di panno abbina un respiro profondo

È terapeutico questo gesto vero? Più pulisci la finestra, più tu ti senti meno sporco

Ad ogni passata ti senti più leggero, come se ti stessi liberando da un peso insopportabile

Continua fino a quando la finestra è tornata trasparente, così da poter vedere cosa c’è aldilà del vetro

Ecco hai finito, ora stai bene vero?

Tu e la finestra siete belli limpidi

C’è chiarezza, puoi vedere dentro di te e al di fuori di te

Bene, hai fatto un ottimo lavoro, ti puoi godere il risultato finale, puoi assaporare la bellezza insita in te e vederla riflessa attraverso la finestra

Fai un’ultima cosa, la più importante di tutte, apri la finestra ed affacciati

Il cielo è azzurro, il sole emana un caldo che riscalda prima il tuo viso e poi pervade tutto il corpo

Davanti a te, prati verdi, maestose montagne, un fiume con la sua limpida acqua, che scorre via

Tutto questo è per te, solo per te, è il tuo sacro tempio in tutto il suo splendore

È ciò che tu sei, sei stato e sarai

Tu sei il lento divenire della vita che si rinnova…

Per l’eternità.